divieto importazione esotici

La AAE è ed è sempre stata contraria allo sfruttamento commerciale degli animali: allevamento, importazione, vendita, “prelievo” in natura. Usare gli animali per riprodurli e sfruttarne la prole o peggio strapparli al loro ambiente naturale non è etico e in moltissimi casi espone gli animali a grandi sofferenze. La cosa è ancora peggiore per le specie di animali selvatici, o letteralmente “non domestici”, come rettili, anfibi, molte specie di uccelli, mammiferi come scoiattoli, citelli, moffette o petauri. Sono specie che, anche se riprodotte in cattività, sono lontane poche generazioni dai loro avi selvatici. Ne mantengono lo stesso repertorio comportamentale e istintivo e non possono essere costrette a vivere in teche di vetro o in gabbia. Il desiderio di possedere un animale originale e insolito, anziché un animale domestico selezionato da secoli o millenni per condividere il nostro habitat, porta spesso a mantenerlo in condizioni del tutto inadeguate. La AAE, dalle sue origini, ha cercato di educare i proprietari a mantenere questi animali nel modo migliore, non potendo impedirne il possesso.

Ora le cose stanno per cambiare. È stata approvata una legge (imposta dall’Europa) che entrerà in vigore dal maggio del 2022 proibendo l’importazione e la detenzione di specie esotiche e selvatiche. Migliaia di animali verranno risparmiati, prevenendo le sofferenze di una vita di prigionia o delle malattie causate dalla gestione impropria, o l’abbandono. Non possiamo che salutare con gioia questa legge, che viene ratificata con decenni di ritardo. Mode sconsiderate avevano portato nei pet shop, negli anni precedenti, ogni tipo di animale selvatico, come pipistrelli, coccodrilli, camaleonti, pappagalli rari, tartarughe equatoriali, iguane tropicali, totalmente inadatti a vivere in cattività. La moda per una specie esotica durava per un po’, fino a che la morte inevitabilmente precoce dei soggetti importati, o la difficoltà nel gestirli, ne scoraggiava il commercio. Purtroppo, sarà ancora dura contrastare il commercio illegale, che vale un patrimonio.

Chi già possiede specie esotiche non ha nulla da temere, perché potrà continuare a tenere con sé i suoi animali. Chi vorrà un animale da compagnia diverso da cani e gatti potrà considerare conigli, cavie, furetti, criceti o ratti, canarini e, perché no, galline. Persino una pecora può essere un ottimo pet, se si ha abbastanza spazio a disposizione. L’importante è che si informi bene sulle esigenze di gestione e di alimentazione dell’animale che adotta e che se ne prenda cura con amore e responsabilità.

È l’ora di un cambio di mentalità, perché l’ambiente e gli animali siano trattati con rispetto e non come occasioni da sfruttare.