L’Associazione Animali Esotici (AAE) è un’associazione culturale senza scopo di lucro nata nel 1999, riconosciuta ONLUS nel 2009.

I nostri scopi

Fin dalle sue origini l’Associazione ha avuto due scopi principali.

Il primo è di educare i proprietari alla corretta gestione e il rispetto delle esigenze di ciascuna specie. Pur essendo molto diffusi, infatti, molto spesso gli animali di specie insolite o i pet non tradizionali vengono venduti senza che agli inesperti proprietari vengano fornite le corrette informazioni su come allevarli e alimentarli. Gli errori di gestione rappresentano la prima causa di malattia e morte negli animali esotici.

Il secondo scopo consiste nell’accogliere, curare e trovare nuove case ai tantissimi animali esotici che vengono abbandonati. L’acquisto d’impulso degli animali, senza conoscere le responsabilità e l’impegno legati alla loro cura, si conclude spesso con il desiderio di liberarsi di quello che finisce per diventare un peso.

L’Associazione cerca inoltre di sensibilizzare sui temi etici riguardo gli animali. Ha sempre fortemente scoraggiato l’acquisto di animali di cattura, che hanno il diritto di vivere liberi nel loro ambiente.

Le origini

L’idea di fondare l’associazione è nata da un gruppo di veterinari per animali esotici e di appassionati, come reazione alla triste situazione dei pet non convenzionali dell’epoca. Importando, seppur con qualche anno di ritardo, la moda degli Stati Uniti, in Italia stava fiorendo il commercio non regolamentato di specie esotiche di tutti i tipi. Nei pet shop si potevano trovare armadilli, pipistrelli della frutta, tartarughe tropicali, persino alligatori e ogni genere di animale proveniente da tutto il mondo. Più era insolito, maggiore era la sua attrattiva. Sulla scia del film Jurassic Park erano ricercatissime le iguane verdi, importate a decine di migliaia. La stragrande maggioranza di questi animali veniva decimata durante il viaggio di importazione (spesso in condizioni disastrose), la stressante permanenza nelle teche dei negozi o poco dopo l’acquisto, per mancanza dei requisiti minimi di gestione e alimentazione e gli stress subiti in precedenza.

I veterinari che si occupavano di esotici si dovevano confrontare quotidianamente con pazienti malati, spesso moribondi, a causa della gestione inappropriata. Quasi mai, infatti, gli animali esotici stazionavano nei negozi in condizioni adeguate o venivano venduti fornendo le informazioni corrette. Per fare alcuni esempi, alle iguane verdi veniva consigliata una dieta a base di larve di insetti (mentre sono strettamente vegetariane), non veniva consigliato l’utilizzo di lampade ultraviolette e non si spiegava che necessitano di una umidità ambientale elevatissima. Di conseguenza rapidamente si ammalavano e morivano. Conigli e cavie venivano alimentati esclusivamente a mangimi, dannosissimi per la loro salute. Per le tartarughe d’acqua venivano consigliati solo mangimi a base di gamberetti che, per la loro mancanza di vitamina A, causavano la cecità.

Negli anni ’90 del secolo scorso i commercianti di animali esotici non si facevano scrupolo di importare e vendere animali di cattura di ogni tipo, senza curarsi del loro destino. Nei pet shop e nelle fiere si trovava di tutto, da specie delicate di difficile gestione, ad animali aggressivi e pericolosi, a pet assolutamente improbabili come gli armadilli. La vendita di animali di cattura era, ed è, moralmente riprovevole, e oggi per fortuna il fenomeno è fortemente ridimensionato dalle leggi. Le seguenti immagini illustrano un piccolo esempio di quello che si poteva trovare in vendita.

Un coccodrillo in mostra in un pet shop, costretto a vivere in una minuscola vasca di vetro.

Una moffetta, animale che raramente si adattava alla vita in appartamento.

Una tartaruga alligatore, specie molto pericolosa e che raggiunge dimensioni notevoli. Oggi fortunatamente non è più possibile il suo commercio.

Un cucciolo di cane della prateria. Questi roditori hanno goduto per un certo tempo di grande popolarità. Catturati da cuccioli nelle loro tante, restavano solitamente aggressivi. La vita in gabbia era incompatibile con la loro natura selvatica.

Una Kinixys, una delle tante specie di tartarughe di cattura. Molti di questi rettili, acquistati da “collezionisti” inesperti, troppo delicati per sopravvivere a una gestione approssimativa, finivano per deperire e morire.

Un altro pet improbabile: un procione.

La vendita di armadilli è stata bloccata quando si è capito che questi animali possono trasmettere la lebbra.

Già allora gli abbandoni delle tartarughe d’acqua era un fenomeno comune e preoccupante, perché spesso gli animali esotici venivano comprati d’impulso o senza avere idea della complessità e dell’impegno che riguardava la loro gestione.

Il compito di fornire una corretta educazione era disperatamente necessario per salvare dalla morte decine di migliaia di animali di specie diverse. Oggi Internet rende molto facile e istantanea la diffusione delle informazioni (anche se spesso sbagliate) ma all’inizio degli anni 2000 l’accesso alla rete ancora non era così ovvio e comune. Perciò, anche se era stato creato un sito web, L’Associazione inviava ai soci una rivista, Animalia, con articoli sulla corretta gestione delle diverse specie e informazioni sul mondo degli animali esotici. Il primo numero della rivista è uscito il gennaio 2001.

Allo stesso tempo si sono organizzati incontri mensili, che si svolgevano nell’auditorium di una scuola di Castelfranco Veneto, con serate a tema, dedicate ai proprietari di animali esotici. I relatori erano medici veterinari esperti in esotici o, nel caso dei rettili, erpetologi esperti.

Uno dei primi incontri della AAE

A sinistra Flavio Nicoletti, primo presidente della AAE, e il dr. Fabrizio Benini.

La AAE e la House Rabbit Society

Negli anni successivi è diventato evidente che l’animale “esotico” più diffuso era uno che per noi Italiani di esotico non ha proprio nulla, il coniglio. In pochi anni la sua popolarità è cresciuta fino a farne il terzo animale da compagnia più diffuso dopo cani e gatti. Nonostante ciò, le informazioni sulla sua gestione erano talmente sbagliate da rappresentare una causa comunissima di malattie.

Le attività dell’Associazione per diffondere le corrette informazioni sulla sua gestione sono quindi diventate una parte importante e infine preponderante. Come sempre, la “moda” del coniglio da compagnia è stata mediata dagli Stati Uniti, in ritardo di alcuni anni. Fortunatamente, trovare notizie attendibili sulla sua gestione è stato facile. Già da diversi anni infatti operava in America la House Rabbit Society (www.rabbit.org), una prestigiosa organizzazione che per prima ha introdotto il concetto del coniglio come “animale di casa”, non relegato in una conigliera all’esterno o in una gabbia in casa.

La House Rabbit Society già allora era un punto di riferimento per i veterinari americani per la gestione casalinga del coniglio e per la risoluzione dei suoi problemi comportamentali. E’ stata una logica conseguenza anche per la AAE rifarsi agli insegnamenti della HRS e prendere contatti con il suo direttivo. Attraverso un percorso di formazione, la Sezione Conigli della AAE è stata riconosciuta come Chapter (sezione) della HRS, il primo in Europa, con la dr. Marta Avanzi come Chapter Manager. Data la serietà e la professionalità della HRS si tratta di una conquista di cui la AAE va, a diritto, molto fiera.

Il Conigliando

Il 15 maggio 2004 la AAE ha organizzato un primo incontro nazionale dedicato al coniglio e alla cavia a Ferrara, con relazioni tenute da veterinari specializzati e con la partecipazione dei proprietari e dei loro pet. Gli incontri, sullo stesso modello, si sono succeduti gli anni successivi sotto il nome di Conigliando,  un modo per celebrare un legame affettivo unico e importante. Questi incontri sono sempre stati molto partecipati e apprezzati, tanto da essere poi copiati da altre associazioni nate in seguito sull’esempio della AAE. Gli incontri si sono svolti in location molto belle, tra il verde, arricchiti da conferenze, giochi, concorsi di simpatia, premiazioni.

Ecco alcune immagini delle varie edizioni del Conigliando.

conigliando (15)
previous arrow
next arrow

Un sito autorevole e le pagine Facebook

Con il tempo, l’importanza crescente di Internet ha reso superflui gli incontri mensili e la pubblicazione della rivista. di conseguenza l’AAE ha preferito concentrare gli sforzi su schede e articoli da pubblicare sul sito in modo da renderli liberamente disponibili a chiunque. I testi, curati da veterinari esperti in animali esotici, sono tuttora un punto di riferimento per i veterinari che si interessano di animali esotici.

L’associazione nel corso degli anni, con il crescere dell’interesse del pubblico, ha aperto diverse sezioni dedicate a conigli, cavie, criceti, piccoli roditori, uccelli, avicoli e piccioni, tartarughe, nutrie, maialini, ciascuna con una sua pagina facebook. Per conigli, cavie e criceti sono presenti anche gruppi facebook, molto attivi e partecipati, su cui intervengono i veterinari del direttivo.

L’Anagrafe Conigli

L’AAE ha aperto un sito, Anagrafe Conigli, per la registrazione della popolazione dei conigli pet collegata ai dati del proprietario. L’identificazione degli animali può avvenire sia tramite registrazione del loro microchip che attraverso la partecipazione al progetto di censimento conigli (nel caso in cui il coniglio non sia microchippato). Il database ha lo scopo di garantire la veloce restituzione dei conigli smarriti ai legittimi proprietari, a conoscere la consistenza e la distribuzione della popolazione cunicola, a prevenire e combattere il fenomeno dell’abbandono, a riconoscere il coniglio come animale di affezione a livello legislativo nazionale garantendogli la stessa tutela di cani e gatti con assoluto divieto di macellazione.

L’opera dei volontari

L’attività della AAE non sarebbe possibile senza l’opera preziosa dei volontari. L’attività dei volontari si svolge su molti fronti. Alcuni si prestano ad accogliere nelle loro case gli animali abbandonati, a curarli se necessario e a cercare nuove famiglie che li adottino. Altri seguono le richieste di adozione per valutare l’idoneità dei richiedenti. Altri si offrono per organizzare staffette in modo da spostare gli animali adottati nelle loro nuove case, percorrendo anche distanze notevoli pur di favorire una buona adozione. Altri ancora organizzano la vendita di oggetti di artigianato o di giochi per animali per raccogliere fondi per l’Associazione.

La guida di veterinari esperti

La AAE si avvale della collaborazione e della consulenza di veterinari esperti in animali esotici, che si occupano della parte scientifica ed educativa. Schede di specie, articoli e informazioni si trovano sul sito dell’associazione. Il sito è una fonte di informazioni precise, scientifiche e aggiornate su una varietà di specie, e ha anche articoli di sensibilizzazione sulla responsabilità della gestione degli animali da compagnia non tradizionali.

Le adozioni

Uno dei punti fermi dell’Associazione è di scoraggiare la riproduzione dei pet esotici e il loro acquisto. La riproduzione a scopo commerciale o amatoriale è sempre una forma di sfruttamento dei riproduttori e dei loro piccoli. lo scopo della vendita è esclusivamente un vantaggio economico, senza considerazione per la sorte degli animali venduti. Spesso infatti il loro destino è infelice. Le informazioni sbagliate fornite dai venditori, l’acquisto d’impulso senza conoscere la complessità della gestione o per  moda o per desiderio di esibire una specie insolita come pet, causano malattie o l’abbandono di innumerevoli animali.

Questo rende tanto necessaria l’attività di recupero di animali abbandonati o di cui i proprietari chiedono di prendersi carico. Con tanti pet abbandonati, continuare a riprodurre i propri animali è sbagliato. Per ogni cucciolo nato in casa ceduto a una nuova famiglia, si porta via il posto a un animale abbandonato. I volontari non si tirano mai indietro, ci sia da recuperare un topolino o un gruppo di 80 cavie, come è successo.

aae adozioni

Il rifugio

Il nuovo progetto è la costruzione di un rifugio in cui accogliere gli animali abbandonati in attesa di trovare una nuova famiglia. Il 25 gennaio 2021, dopo una lunga ricerca, l’Associazione ha acquistato un locale che verrà completamente ristrutturato e adibito a rifugio. Sorgerà accanto a una clinica veterinaria, in modo da garantire un costante controllo sanitario sugli animali ospitati.

Il rifugio sorgerà a Castelfranco Veneto e verrà interamente finanziato con le donazioni private.

Volete darci una mano?

L’attività della AAE è completamente finanziata dalle donazioni private. Potete aiutarci donando il 5×1000 (inserendo il CF di AAE: 90008800261) o facendo una donazione tramite Paypal. Ci fa sempre piacere l’aiuto di nuovi volontari. Chi desidera offrire il proprio aiuto può contattare l’associazione a info@aaeonlus.org