petauro

Il petauro dello zucchero (Petaurus breviceps) è un mammifero marsupiale. I marsupiali si differenziano dagli altri mammiferi, detti Placentati, perché i feti si sviluppano nel corpo della madre senza che sia presente la placenta. La nascita si verifica dopo una gestazione brevissima, e il neonato è molto immaturo, simile ad un feto. Il resto del suo sviluppo è sostenuto esclusivamente dall’allattamento.

Habitat naturale e comportamento allo stato selvatico

Il petauro dello zucchero proviene dalle foreste pluviali e costiere di Nuova Guinea e Australia del nord-est, est e sud-est, una zona prossima all’equatore dove vi sono pochissime variazioni stagionali e della durata delle ore di luce nel corso dell’anno. I petauri formano gruppi di 7-12 individui, in cui maschi e femmine convivono pacificamente e tutte le femmine si riproducono, ma in cui in genere solo un maschio (quello dominante) si accoppia. Gli individui del gruppo si riconoscono tra loro grazie all’odore emesso da ghiandole odorose presenti sulla pelle; i membri che non appartengono al gruppo sono scacciati dal territorio. Una colonia occupa un territorio di circa 2,5 acri.

I petauri passano il giorno in tane ricavate da cavità degli alberi, foderate di foglie, dormendo insieme in piccoli gruppi. Quando scende la notte escono in cerca di cibo, percorrendo distanze anche notevoli. Il loro alimento preferito è rappresentato dalla linfa di acacia e di eucalipto, soprattutto durante l’autunno e l’inverno e da insetti in primavera e in estate. Una parte della dieta è rappresentata da uova di uccelli e piccoli vertebrati quali lucertole ed uccellini. Si nutrono anche di nettare, polline, manna (la linfa indurita che emettono gli alberi a causa della puntura di insetti), e della sostanza zuccherina prodotta dagli insetti che succhiano la linfa.

I petauri si spostano saltando da un ramo all’altro, e in caso di distanze maggiori planano da un ramo all’altro utilizzando il patagio, arrivando a coprire 45 metri con il volo planato.

La stagione riproduttiva coincide con il periodo di maggiore presenza di insetti, probabilmente per la maggior disponibilità di proteine che questi forniscono ai petauri.

In natura se la temperatura scende troppo o se il cibo è scarso i petauri cadono in uno stato di letargo per un breve periodo.

Caratteristiche anatomiche e fisiologiche

In cattività il petauro può arrivare a vivere 12-15 anni, mentre in natura la vita media è di soli 5-7 anni.

Un adulto misura circa 13-15 cm, e ha una coda altrettanto lunga, che serve come bilanciere per stabilizzare l’animale, soprattutto durante il volo planato. Il peso medio è di 140 g per i maschi e di 115 g per le femmine. La temperatura corporea è relativamente bassa se paragonata a quella dei mammiferi: 35°C.

Il petauro è ricoperto da una morbida pelliccia grigia, con una striscia nera che parte dalla testa e corre lungo tutta la schiena, mentre il ventre è chiaro; i soggetti di cattura hanno il pelo marroncino, probabilmente a causa della linfa di eucalipto che imbratta la pelliccia. Le orecchie sono grandi e senza peli, e si muovono in modo indipendente una dall’altra. Gli occhi sono molto grandi (caratteristica tipica degli animali notturni) e scuri.

Sia le zampe posteriori che quelle anteriori presentano cinque dita dotate di unghie (tranne che per il quinto dito dell’arto posteriore, che è opponibile e non ha unghia). L’arto posteriore presenta una particolarità: il secondo e terzo dito sono parzialmente fusi, e solo le estremità e le unghie sono libere. Ne risulta una sorta di piccolo pettine utilizzato per mantenere in ordine la pelliccia. Dal polso alla caviglia, da ciascun lato, si estende una plica di pelle detta patagio, che permette al petauro di effettuare il suo tipico volo planato. La potete osservare in questa foto tratta da un sito Internet.

Nei petauri non esiste una struttura identificabile come ano (come nei mammiferi), bensì una cloaca (come negli uccelli e nei rettili), vale a dire un’apertura comune per l’apparato digerente, urinario e riproduttivo. Nei mammiferi invece l’apertura anale è distinta da quella urogenitale. Il pene del maschio di petauro, che è biforcato, viene quindi estroflesso dall’apertura cloacale.

I petauri comunicano tra loro con una varietà di suoni, da una specie di cinguettio a un latrato soffocato, ma per la maggior parte del tempo sono silenziosi.

Distinzione dei sessi

Lo scroto si trova nella parte bassa dell’addome, anteriormente all’apertura cloacale. Nei soggetti giovani è privo di peli, mentre nell’adulto è completamente ricoperto di pelliccia, delle dimensioni di un pisello. Nella femmina a livello dell’ombelico si trova un’apertura longitudinale, il marsupio, che è assente nel maschio.

Il maschio adulto può essere distinto senza difficoltà dalla femmina per la presenza di una zona priva di peli, a forma di rombo, localizzata sulla sommità della testa, che compare dopo i 7 mesi di età. Si tratta di una ghiandola odorosa, utilizzata per marcare il territorio e anche la femmina. Il maschio presenta anche delle ghiandole odorose sul petto, e sia maschi che femmine hanno ghiandole odorose sulla regione perianale (le sacche anali), sempre utilizzate per marcare il territorio. Le sacche anali sono piuttosto sviluppate e nelle femmine possono essere scambiate per testicoli, per la posizione alla base della coda, portando ad una errata identificazione del sesso

L’acquisto

La scelta del sesso, volendo tenere un solo esemplare, non ha molta importanza: il carattere si differenzia più su base individuale che di genere. Il maschio ha un odore dolciastro un po’ più marcato rispetto alla femmina, dovuto alle ghiandole cutanee, che alcune persone trovano sgradevole. L’età del soggetto che si intende acquistare ha invece molta importanza, perché è molto più facile che leghi con il proprietario un petauro giovane, mentre uno già adulto è molto più difficile da addomesticare. Tuttavia il piccolo petauro deve essere del tutto svezzato e in grado di mangiare da solo. Un modo per stabilire se il giovane petauro è troppo piccolo consiste nel controllare la coda, che deve essere vaporosa come quella degli adulti. Se è ricoperta di pelliccia corta significa che l’animale è uscito dalla tasca materna da meno di tre settimane e quindi non è adeguatamente svezzato.

L’età ideale per l’acquisto è di 12-13 settimane di vita, quando il piccolo ha aperto gli occhi da circa un mese ed è uscito dal marsupio da 4-5 settimane.

Un soggetto sano deve essere vivace, attivo e curioso. Gli occhi devono essere aperti e puliti, senza scoli e croste. La pelliccia deve essere morbida e pulita, senza aree spelacchiate o crostose; la zona sotto la coda deve essere pulita, senza tracce di feci.

Chiedete al venditore di prendere in mano il petauro che intendete comprare, per verificare se è docile, e chiedete di poterlo tenere in mano voi stessi. L’animale deve dimostrarsi docile e curioso, anche se il vostro odore non familiare lo può mettere a disagio. Se cerca di scappare e di lanciarsi, significa che è un soggetto poco addomesticato, che potrebbe non accettare mai il contatto con le mani del proprietario.

I petauri sono animali sociali, che hanno bisogno di compagnia: se non potete dedicare al petauro molto tempo e molte attenzioni (e ricordate che è notturno!), è preferibile acquistare almeno due soggetti, perché si facciano compagnia reciprocamente. Se non volete che si riproducano, potete tenere due maschi o due femmine, che andranno d’accordo senza difficoltà, oppure si deve sterilizzare il maschio.

Non acquistate animali di cattura: sono selvatici, spesso hanno problemi di salute o di adattamento alla cattività, e non è possibile determinare quanti anni possano avere. Il commercio degli animali di cattura andrebbe sempre scoraggiato, anche per motivi etici.

Una volta effettuato l’acquisto, il piccolo petauro deve essere sistemato in un contenitore a prova di fuga fino al momento di arrivare a casa, evitando di aprirlo durante il tragitto. Giunti a casa, lasciate l’animaletto libero dentro la sua nuova gabbia, e non disturbatelo in alcun modo per almeno un giorno, per dargli tempo di ambientarsi.

E’ ovvio che prima dell’acquisto dovete avere già pronta e arredata la gabbia (o meglio la voliera) in cui libererete l’animaletto appena acquistato.

Alloggio

Le gabbie per criceti non sono minimamente adatte a questi animali: i petauri in natura amano arrampicarsi e lanciarsi tra i rami degli alberi, e rinchiusi dentro una gabbietta sono destinati ad una vita sacrificata. Se non siete in grado di fornire una sistemazione adeguata, è quindi preferibile non acquistare dei petauri, ma rivolgersi verso animali meno impegnativi come cavie o criceti.

La gabbia deve essere più spaziosa possibile, per quanto ve lo permettano considerazione di spazio e di spesa, e svilupparsi maggiormente in senso verticale, per sistemare dei rami su cui gli animali possano arrampicarsi. Uno o due petauri richiedono una gabbia di almeno 50 x 50 x 80 cm, se gli animali sono in numero superiore anche le dimensioni devono essere maggiori. Le dimensioni ideali minime sono di 200 cm di larghezza e di 180 cm di altezza; in questo modo i rami possono essere abbastanza spaziati da permettere il volo planato.

Dal momento che in commercio non esistono gabbie per petauri, si può ripiegare su una voliera o una grossa gabbia per uccellini, oppure si può costruire una gabbia fatta in casa. La rete metallica utilizzata per le pareti deve avere le sbarre alla distanza massima di 6 mm. La parete di fondo e le due pareti laterali possono essere fatte di compensato, eventualmente rivestito di vernice lavabile; se si utilizza una vernice, deve essere di tipo non tossico, e lasciata asciugare perfettamente prima di collocarvi i petauri. La base della gabbia deve essere staccabile, per permettere una comoda pulizia. Sul fondo si possono collocare fogli di carta o segatura per facilitare la pulizia. Alcuni ripiani posti a diverse altezze permetteranno di ampliare la superficie utile e di collocare rifugi e recipienti del cibo.

La gabbia deve essere dotata di un’apertura sufficientemente ampia da permettere il passaggio degli elementi di arredo (rami, casetta, ecc.).

La gabbia deve essere collocata in una zona tranquilla, dove non ci sia costante passaggio di persone, rumore (televisione, radio, lavatrice) o altre cose che possano disturbare il sonno dei petauri. Scegliete una zona luminosa, ma non esposta alla luce diretta del sole, che può surriscaldare l’interno della gabbia e causare grave disagio agli animali.

La temperatura ideale dell’ambiente in cui alloggiare i petauri è compresa tra 18 e 25°C. Le temperature basse sono mal sopportate dai petauri.

All’interno della gabbia si devono collocare diversi rifugi. Sono adatti allo scopo le casette per criceti, i nidi chiusi in vimini e le casette per uccellini, scatole di plastica con un foro, e simili. L’ingresso deve avere un diametro di almeno 4 cm. Se sono presenti delle femmine con dei piccoli è opportuno che l’apertura sia in alto o che comunque abbia il bordo rialzato, in modo che i piccoli non cadano all’esterno. Dentro la casetta-nido si può collocare della stoffa (attenzione ai fili, che possono arrotolarsi intorno alle zampe e bloccarne la circolazione) o dei fazzolettini di carta, anche se non sono indispensabili. I rifugi vanno collocati in alto, per dare al petauro un maggior senso di sicurezza.

I petauri non possono essere addestrati ad utilizzare la cassetta per i bisogni, che non è quindi necessario collocare nella gabbia.

I recipienti dell’acqua e del cibo devono essere posti nella parte alta della gabbia, e non collocati sotto i rami, perché non si sporchino con le deiezioni che cadono dall’alto. Si possono utilizzare contenitori di ceramica (troppo pesanti per essere rovesciati) o mangiatoie da fissare alle pareti, del tipo utilizzate per gli uccelli. Per l’acqua è consigliabile usare i beverini a goccia, che permettono di mantenere l’acqua sempre pulita. Finché non siete sicuri che tutti i petauri sappiano localizzare e utilizzare il beverino a goccia, sistemate nella gabbia anche una ciotolina d’acqua.

L’aggiunta di alcuni rami all’interno della gabbia è molto importante per ricreare un ambiente naturale e permettere al petauro di fare attività. I rami devono essere fissati bene, per ev