Classificazione
Ordine: Rodentia
Parvordine: Caviomorpha
Famiglia: Myocastoridae
Genere: Myocastor
Specie: M. coypus
Aspetto
L’aspetto generale della nutria è simile a quella del castoro, eccetto che per la coda sottile. Il suo peso si aggira sui 4-9 kg e ha una lunghezza di 40-60 cm. Il peso si aggira sui 4,5-7 kg, sebbene alcuni soggetti possano raggiungere pesi maggiori.
È ricoperta da una folta pelliccia marrone, con l’estremità del muso bianca e adorna da lunghe vibrisse (baffi) con funzione tattile. Le zampe sono palmate per aiutare il nuoto. La nutria possiede, come tutti i roditori, lunghi incisivi a crescita continua, colorati di arancione. La coda è lunga e a sezione rotonda, ricoperta di scarsi peli.
Ambiente naturale
La nutria origina dalla metà più orientale del continente sudamericano; ama i climi temperati e non sopporta bene le basse temperature. Vive vicino ad ambienti acquatici con acqua ferma o lenta come stagni, laghetti, canali e paludi, che offrano abbondante vegetazione erbacea. È un’abile nuotatrice ed è attiva soprattutto al crepuscolo e di notte. Si nasconde tra la vegetazione o in tane che scava nel terreno accanto ai corsi d’acqua, di 2-3 metri di lunghezza. La stessa tana viene utilizzata per più generazioni.
La sua diffusione nell’ambiente è limitata dalla disponibilità di acqua e cibo e dalla presenza di inverni rigidi.
Longevità
In cattività la longevità della nutria è di 10-12 anni, anche se allo stato naturale la maggior parte dei soggetti non superano il primo anno di vita e raramente vivono oltre i tre anni. La mortalità infantile allo stato naturale è particolarmente alta.
Riproduzione
Le nutrie possono raggiungere la maturità sessuale molto precocemente, a 4 mesi i maschi e a 3 mesi le femmine. La gravidanza dura 130 giorni e porta alla nascita di un numero di piccoli molto variabile, da uno a 13, in media 2-4. La femmina possiede sei paia di capezzoli, posti lateralmente per permettere ai piccoli di allattare anche mentre è in acqua. Come le cavie, con cui la nutria ha una certa parentela, i piccoli nascono completamente ricoperti di pelo, con gli occhi aperti e in grado di assumere cibo solido e nuotare con la madre già dopo poche ore dalla nascita. Questo rappresenta un fattore di sopravvivenza nel caso in cui la madre dovesse mancare a pochi giorni dalla loro nascita. I piccoli restano con la madre 7-8 settimane e diventano quindi indipendenti. La femmina può tornare in calore e restare gravida già il giorno dopo il parto e in un anno può avere fino a tre cucciolate. Il tasso riproduttivo così rapido serve a compensare l’elevata mortalità che hanno in natura.
Dieta
Le nutrie sono erbivore e consumano grandi quantità di vegetazione; si nutrono di piante acquatiche, alghe, erba e di radici che scavano nel terreno. Apprezzano soprattutto le ciperacee, famiglia di piante a cui appartiene il papiro.
Carattere e comportamento
La nutria è un animale molto docile, per nulla aggressivo verso l’uomo o altre specie. È molto pulito e passa gran parte del tempo a curare il mantello. Non attacca spontaneamente né l’uomo né altri animali: se infastidita o minacciata preferisce allontanarsi. Solo se messa alle strette e senza vie di fuga si difende (come farebbe qualunque altro animale) con il morso, che risulterebbe doloroso e pericoloso a causa dei grandi incisivi. Se abituata da piccola rappresenta un ottimo animale da compagnia, a patto ovviamente di avere un ambiente adatto in cui mantenerla.
La nutria e l’uomo
Nel suo ambiente naturale la nutria è stata pesantemente cacciata per la pelliccia, tanto da portarla alla scomparsa in molti ambienti. Per questo motivo alla fine del 1800 in Argentina sono iniziati gli allevamenti intensivi allo scopo di utilizzarne la pelliccia, detta appunto castorino. Successivamente furono stabiliti allevamenti anche in Nord America, Asia ed Europa. Da questi allevamenti si verificarono spesso casi di fuga o di rilascio nell’ambiente quando la moda del castorino tramontò. Negli ambienti favorevoli le nutrie riuscirono a stabilirsi e replicarsi.
La nutria è stata introdotta anche in Italia e si è stabilita favorevolmente lungo molti corsi d’acqua, anche grazie alla scarsità di predatori naturali, tra cui volpi, cani, rapaci notturni.
