Vedete un animale che vi colpisce particolarmente (sia un rettile, un roditore o un uccello) e decidete che ne volete uno (o lo vogliono i vostri figli). Così andante nel negozio, o cercate un allevatore o addirittura lo comprate su Internet. Finalmente avete il vostro grazioso / strano / buffo / bellissimo (o mettete l’aggettivo che fa per voi) animale, di cui non sapete assolutamente nulla sul carattere, il comportamento, le esigenze etologiche e di allevamento (a volte neppure di che specie esattamente si tratta). Lo gestite un po’ a caso, un po’ vi fidate dei consigli del venditore o dei vicini di casa o cercate notizie a casaccio su Internet.

Le notizie raccolte non sono poi tanto corrette, la gestione e l’alimentazione non vanno poi tanto bene e l’animale deperisce e si ammala (se proprio non muore); spesso è troppo giovane per essere separato dalla madre o è malato ma non ve ne accorgete.

Magari con il tempo la sua gestione risulta troppo complicata / impegnativa / costosa (o qualcos’altro che non va bene). Oppure è più longevo del previsto e voi cambiate stile di vita e non potete più tenerlo. Oppure i figli che lo volevano con tanta insistenza si stufano, o crescono e cambiano interessi, trascurando la bestiola. Così pensate di “liberarla in natura” (= abbandonarla al suo destino) o cercate qualcun altro che se la prenda (non importa se ci capisce poco pure costui, l’importante è togliersi il pensiero).

Questo succede perché l’acquisto è stato fatto d’impulso, senza sapere a cosa andavate incontro e se potevate garantire all’animale di soddisfare tutte le sue esigenze, fisiche e psicologiche.

Ecco, magari questo non è il vostro caso, ma quanto spesso si ripete questo scenario! Eppure gli animali non sono beni di cui disporre, che si possono acquistare come qualsiasi altro oggetto. Sono esseri senzienti capaci di provare le nostre stesse emozioni di base: paura, felicità, ansia, stress, senso di sicurezza… Possono soffrire senza un lamento, vivere nello stress e nel costante timore che accada di qualcosa di brutto perché il loro ambiente non è adeguato, debilitarsi perché non ricevono l’alimentazione corretta.

Prima di comprare un animale (persino un cane o un gatto, tanto più un esotico di cui si sa poco o nulla) occorre essere consapevoli che comprare vuol dire favorire lo sfruttamento dei genitori, in molti casi tenuti solo come riproduttori in condizioni non certo ideali. Ogni acquisto è un incentivo a proseguire con il commercio e toglie una possibilità di adozione a un animale abbandonato.

Che si voglia acquistare oppure adottare, occorre prima studiare a fondo le esigenze dell’animale. Quanto a lungo vive? Posso prendermene cura per tutto questo tempo? Va tenuto da solo o con un compagno? Dove devo tenerlo? Posso offrirgli l’ambiente adatto? Cosa mangia? Quali sono i problemi di salute a cui potrebbe andare incontro? Se si ammala, so da chi andare per farlo curare? E posso permettermi di affrontare eventuali spese, non solo di routine ma anche eventuali imprevisti?

Solo se si è ben informati e si è onestamente convinti di offrire tutto ciò di cui ha bisogno, prendere un animale può essere un atto di amore (soprattutto se si adotta) anziché una forma di egoismo.