
Si tende a dare per scontate la competenza e la preparazione dei commessi dei pet shop a cui ci rivolgiamo per acquistare piccoli animali e relativa merce, ma spesso la nostra fiducia non è ben riposta. Ci sono sicuramente tanti commessi affidabili e preparati, ma è purtroppo un dato di fatto che molto spesso i clienti ricevono informazioni del tutto sbagliate o non ne ricevono a sufficienza, per diversi motivi.
Per prima cosa, il lavoro del commesso è di vendere e non di scoraggiare il possibile acquirente. Un criceto o una tararughina d’acqua costano pochi euro, ma se dovessero essere venduti con il giusto corredo di cui hanno bisogno la spesa lieviterebbe parecchio. È più facile vendere un criceto se si propone una gabbietta striminzita che occupa poco spazio. E chi comprerebbe a cuor leggero una comune tartarughina acquatica sapendo che per gestirla correttamente dovrebbe spendere centinaia di euro per allestire un acquaterrario minimamente adeguato? Molto più semplice venderla con la tipica vaschetta di plastica con la palma finta, tralasciando di spiegare che il piccolo rettile è un neonato che, se sopravviverà, diventerà lungo una trentina di centimetri e avrà bisogno di un laghetto all’aperto.

Le tartarughe d’acqua del genere Trachemys sono state vendute a decine di migliaia, senza spiegare che da pochi cm di lunghezza sarebbero arrivate a 30 cm e oltre. Lo stesso accadrà ora con le nuove specie in commercio.
I coniglietti sono irresistibili e “si vendono da soli” per così dire. Ma sapendo che vanno vaccinati, sterilizzati, seguiti da un veterinario specializzato, devono stare in casa liberi, meglio se in coppia, vivono per oltre 10 anni e richiedono tante attenzioni, forse si eviterebbero tanti acquisti d’impulso e relativi abbandoni. Vi piacciono gli ariete? Ma sapete che sono predisposti a sviluppare gravi ascessi del condotto uditivo? Vi piacciono i conigli nani? Ma sapete che sono predisposti a sviluppare malocclusione dentale? Vi piacciono i conigli angora? Ma sapete che il loro mantello è disastrosamente difficile da tenere in ordine? Improbabile che vi raccontino tutte queste cose e vi consiglino di salvare un coniglio da un allevamento da carne.
Passando ai mangimi, che senso avrebbe dire che fanno male, rovinano la dentatura a cavie e conigli, disturbano la digestione e causano obesità? Se andate al ristorante non vi sconsigliano il fritto perché vi blocca le arterie o le bistecche alla brace perché sono cancerogene.
Tanta altra merce in vendita nei pet shop è inutile o dannosa, ma il lavoro del negoziante è vendere, finché c’è qualcuno che la compra.
Un altro motivo per cui le informazioni ricevute nei negozi per animali sono sbagliate è che essere competenti, informati e aggiornati richiede esperienza, impegno e studio. Un commesso di un negozio di scarpe non ha bisogno di aver studiato podologia, ma chi vende un animale dovrebbe conoscere bene la sua storia naturale, le esigenze di allevamento rispettose della sua etologia e la corretta alimentazione. Dovrebbe riuscire a distinguere il sesso di ogni animale che vende, consigliare su come evitare gravidanze, sapere se un animale deve vivere da solo o in coppia. Dovrebbe essere anche un po’ investigatore e un po’ psicologo per capire se chi si trova di fronte è in grado di prendersi cura con competenza di un animale (di qualunque specie si tratti) e sia affidabile. Non dovrebbe vendere animali se è per accontentare il capriccio di un bambino. Non dovrebbe vendere rettili delicati e difficili da mantenere come i camaleonti a chi non è un esperto erpetofilo.
Purtroppo, se fosse ben preparato e coscienzioso, non venderebbe più niente. Un po’ perché non affiderebbe un animale a certe persone, un po’ perché non vorrebbe che gli animali siano sfruttati come merce e tenuti in condizioni inadeguate. Cambierebbe lavoro e qualcun altro verrebbe assunto al suo posto.
Un ulteriore motivo per cui comprando un animale non si ricevono sufficienti informazioni è che ci vuole molto tempo per istruire un neofita su come gestire una specie con cui non ha confidenza. Si scrivono libri interi sulla gestione di una certa specie; non si può pretendere che il commesso impieghi due ore per ciascuna vendita.
Spetta a chi vuole un animale informarsi con cura prima dell’acquisto e valutare bene di cosa ha bisogno. E magari, invece di comprare, decidere di adottare un animale abbandonato che ha bisogno di una casa.

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